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150° Unità d'Italia

E ora, passata la festa…?
Lontano è il 17 marzo e passate sono le numerosissime celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia avvenute in ogni dove. Ora dopo tutti questi fermenti storico-culturali-economici, dopo lo sventolio delle bandiere dalle finestre di edifici pubblici e dalle case, dopo i discorsi dei politici, gli itinerari ed i percorsi nella ri/scoperta di luoghi, avvenimenti e personaggi che hanno interessato l’Unità d’Italia, sarebbe utilissimo chiederci quanto di tutto questo ci ha aiutato nella maggior consapevolezza di identità e appartenenza. Dovremmo chiederci se tutti quei quattrini e quelle energie “spese” per celebrare i 150 anni hanno portato ad una conoscenza di quegli eventi storici e nel contribuire a “fare gli italiani” o che gli eventi in buona sostanza non hanno prodotto nulla in quella direzione. Dovremmo riflettere sulle ricadute delle iniziative attuate per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ricadute di tipo economico in particolare per il settore delle attività commerciali e ricadute sul piano formativo-scolastico e nell’ambito degli enti locali. Quale attenzione avranno gli avvenimenti compresi nei 150 nei nuovi manuali scolastici? Gli enti locali sceglieranno di non attuare una rotonda per sostenere iniziative di conoscenza e valorizzazione dei beni culturali legati all’Unità d’Italia presenti nel proprio territorio e nella predisposizione di servizi per la formazione dei cittadini con momenti ed attività ad esempio connesse alla conoscenza della nostra carta costituzionale?
nova milanese, 23 maggio 2011
puccy paleari

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